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Ma perché devo usare Linkedin? Piccola guida per rispondere alle 5 domande fondamentali

Quelli che fanno il mio lavoro tendono a dare per scontate un sacco di cose, è normale, le mastichiamo tutti i giorni. Succede in tutte le professioni, perché quando ci sei dentro quotidianamente ti dimentichi le “basi”. Poi capita che incontri un amico, ti aggiorni a vicenda sulle novità e caschi sull’argomento lavoro. E arriva la fatidica domanda: “Ma perché dovrei usare Linkedin”? 

Provo a spiegarlo come ho fatto con il mio amico, partendo dalla fine.

Trovare alleati è nella nostra natura

Come specie siamo orientati tanto alla cooperazione quanto alla competizione. Potremmo addirittura dire che una è funzione dell’altra. Competiamo tra di noi per primeggiare in qualcosa, per conquistare una posizione o l’oggetto del desiderio. Ma quando la competizione si fa complessa allora cerchiamo di costruire alleanze.

Nel mondo digitale questo tipo di alleanza si chiama “community“, comunità, in italiano. Grazie ad uno strumento come Linkedin possiamo creare delle connessioni con le persone che ci interessano dal punto di vista professionale, creando così la nostra comunità di riferimento con la quale stringere alleanze per poter affrontare le sfide della competizione professionale moderna.

5 domande alle quali dare risposta

Ma trovare alleati, crearsi una tribù di riferimento, per vederla in modo antropologico, non è lo scopo. Se è vero che competiamo e collaboriamo per vincere, la domanda diventa: vincere che cosa?

In realtà, le domande di base che si fa chiunque sia nel mondo del lavoro oggi sono le stesse di sempre, secondo me:

  • Come si trova lavoro?
  • Come si trovano clienti nuovi?
  • Come si fa a farsi conoscere?
  • Come si fa a far conoscere le proprie qualità professionali?
  • Come si fa a distinguersi dagli altri che fanno il mio stesso lavoro?

Indipendentemente dal fatto che tu sia uno che cerca un nuovo impiego, una nuova opportunità di carriera o nuovi clienti distinguendoti dalla massa, l’approccio è sempre lo stesso.

Linkedin, come tutte le piattaforme sociali, consente alle persone di “incontrarsi” in un ambiente virtuale e di scambiarsi informazioni. Magari può sembrarti un po’ freddo come approccio, ma lo scopo nel creare connessioni su Linkedin è di stabilire un contatto utile a sviluppare qualcosa che poi esca dalla rete e diventi opportunità di incontro nel mondo “reale”.

Ma non confondere Linkedin con una piattaforma di appuntamenti online. Prima di arrivare ad un appuntamento vero e proprio con un tuo potenziale cliente o un nuovo datore di lavoro ci sono delle cose che dobbiamo fare. Altrimenti il rischio è di sortire lo stesso identico effetto dei call center che ti chiamano ad ogni ora del giorno per proporti qualcosa che potenzialmente potrebbe interessarti, ma che proposto così è sempre e comunque fastidioso.

usare Linkedin nel modo giusto

Prima di chiedere bisogna imparare a dare

Una delle “leggi fondamentali” che consente di attivare il meccanismo alleanza/cooperazione è basata sul concetto di dare agli altri in modo incondizionato, prima ancora di chiedere qualsiasi cosa.

E che cosa mai potremmo dare?

La risposta è (davvero) dentro di te. E non è una battuta, tantomeno un proclama New Age: si tratta della tua esperienza.

Qualunque sia il tuo settore di competenza o il campo in cui operi, quello che fa la differenza tra te e gli altri è la tua esperienza, le competenze che hai, unite alla tua capacità di divulgarle.

Divulgare è la parola chiave, che vuol dire “rendere popolare, dare al popolo”, in questo ambito significa:

spiegare in modo semplice e comprensibile argomenti tecnici o specifici ad un pubblico di non addetti ai lavori

Ovvero i tuoi clienti, potenziali o acquisiti.
Raccontare come puoi risolvere un certo tipo di problema, condividere soluzioni, strategie e persino risorse specifiche, quando è possibile. Ecco che cosa fa un professionista nell’età dei social: condivide esperienza e soluzioni.

Ma se condivido i miei “segreti” poi li sapranno anche i miei concorrenti

Ammesso che oggi esistano davvero dei segreti, sappi che condividere conoscenza non significa regalare consulenza, semmai significa tranquillizzare il tuo interlocutore perché tu gli stai dimostrando di avere la situazione sotto controllo, conosci il problema e, ancora meglio, conosci la soluzione.

L’idraulico del mio condominio è straordinario, mi spiega sempre quello che fa prima di un intervento, mi racconta tutti i dettagli in un modo tale che mi viene voglia di fare il suo lavoro. Vederlo all’opera è un vero spettacolo.  Ma questo non significa che mi sentirei in grado di fare il lavoro al posto suo. La sua competenza e la sua abilità nel farmi capire cosa va fatto per risolvere un certo problema mi fanno sentire al sicuro, perché se ne occuperà una persona competente.

E non chiamerei nessun altro al posto suo.

Capisci cosa ha fatto? In una mossa sola mi ha fatto capire che conosce molto bene la materia, ha capito qual’è il problema, lo risolve e mi ha fatto sentire sollevato per il futuro. E, così facendo, io sono diventato il suo miglior volantino pubblicitario. Se qualcuna delle persone che conosco avrà mai bisogno di un idraulico, lui sarà il primo ed unico della lista ad essere consigliato da me.

La dimostrazione del valore

Questo è il mio mantra. Se mi segui online mi avrai sentito dire e avrai letto nei miei post qualche centinaio di volte questa frase:

Essere su Linkedin è l’opportunità per dimostrare il proprio valore.

E dimostrare valore non lo si fa celebrando se stessi con frasi del tipo “sono bravo a fare questo, sono il migliore a fare quest’altro”. Lo si fa donando agli altri i propri contenuti, il proprio stile e le proprie competenze. Ma anche il proprio interesse per ciò che gli altri hanno da condividere. Proprio come faresti in una conversazione nel “mondo reale”.

Questo serve a farsi notare, a distinguersi dagli altri, ad attirare l’attenzione e a mettere in condizione la famosa community, tribù o pubblico di riferimento di considerarti un esperto al quale vale la pena rivolgersi.

Inizia con un piano semplice

Raccontare se stessi e il proprio lavoro, per molte persone è la cosa più difficile, lo so. In molti, moltissimi casi è una competenza che va appresa. Quindi non sentirti strano se non ci riesci subito. Troverai il tuo modo facendolo.

Se vuoi un consiglio, inizia dalle cose semplici, dalle basi: inizia con il compilare in modo perfetto il tuo profilo e poi fai una bella lista delle tue competenze, delle domande che ti fanno più spesso i tuoi clienti o che, nella tua testa, sono gli argomenti che andrebbero spiegati a chi cerca uno come te.

Non parlare di te, parla di loro. Parla del loro problema e di come potrebbero risolverlo. Ricordati che non stai regalando consulenza, ma conoscenza.

In altre parole, stai dimostrando di essere un buon alleato con il quale cooperare.

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