Mind Set

5 lezioni che tutti dovremmo imparare dalla crisi di Facebook

Quando le crisi succedono (non se succedono) si aprono delle opportunità per fare la differenza. Nel lavoro, ma anche nella vita personale. Ecco cosa possiamo imparare da quello che è successo a Facebook.

In poco tempo il nome di una società di consulenza londinese ha fatto il giro del mondo e oggi anche il pubblico dei non addetti ai lavori conosce Cambridge Analytica. Prima del cosiddetto “Data Gate” che ha piegato la reputazione di Facebook nessuno ne aveva sentito parlare. Ma, prima di allora, nessuno avrebbe mai pensato che una sola azienda avrebbe potuto mettere in atto un piano così sofisticato e così inquietante come violare (direttamente o indirettamente) milioni di profili personali sul noto social network blu.

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Traduco letteralmente: “Cambridge Analytica usa i dati per cambiare i comportamenti del pubblico”. Ognuno faccia le sue valutazioni.

Ma indipendentemente da come sono andate le cose (questo spetta alle varie magistrature appurarlo, se vorranno realmente appurarlo), tutti quanti noi abbiamo delle lezioni interessanti da imparare da quanto è successo. E possiamo applicarle al lavoro o a ogni altro aspetto della nostra vita.

Shrenik Gandhi, Chief Executive Officer & Co-Founder di White Rivers Media in un suo articolo su YourStory parla di 5 lezioni fondamentali. Te le ripropongo parafrasandole e interpretandole come credo vada fatto.

Se hai sbagliato accetta di aver sbagliato

Hai fatto un errore. Può capitare. Piccolo o grande che sia è comunque andata così: hai sbagliato. Inutile nascondersi, inutile procrastinare, inutile mentire. Il vecchio motto “negare sempre anche di fronte all’evidenza” non ti aiuterà. Presto o tardi le conseguenze arriveranno. Tanto vale guadagnare tempo e accettare di aver commesso un errore. È il primo, inevitabile passo verso la soluzione.

Fai il primo passo, prima possibile

Se sei il leader dell’azienda o se sei il responsabile della situazione, non aspettare che qualcuno ti venga a dire come dovresti comportarti. Prendi in mano la situazione e inizia a fare quello che è necessario. Potrebbe non piacerti, ma è necessario ed è importante che lo faccia tu. Il silenzio e l’immobilità possono essere pericolosi. Ricordati che il silenzio di Mark Zuckerberg all’inizio della vicenda Cambridge Analytica è costato all’azienda Facebook il 14% delle sue azioni in borsa. Con le debite proporzioni, puoi trovare l’equivalente sulla tua situazione.

La trasparenza prima di tutto

Se pensi di coprire l’accaduto con informazioni inaccurate, approssimative o, peggio, con le balle allora devo ricordarti l’antico detto delle nonne di ogni epoca: “le bugie hanno le gambe corte”, che, se nessuno te lo avesse mai spiegato, significa che mentendo non puoi sperare di andare troppo lontano.
Per esperienza personale, anche nelle difficoltà, posso dire che la trasparenza e l’umiltà pagano sempre.

Passata la crisi devi fare cambiamenti radicali

Non puoi pensare di riprendere a fare quello che facevi prima usando la stessa identica strategia, gli stessi modi e gli stessi approcci. Vorrebbe proprio dire che non hai capito nulla e l’esperienza non ti è servita in alcun modo.
Bisogna fare dei cambiamenti sostanziali, guardare in faccia ciò che non va (anche di noi stessi) e avere l’onestà di cambiare ciò che serve. Fosse anche la nostra posizione, ruolo o privilegi.

Le persone che hai intorno sono quelle che fanno davvero la differenza

Nei momenti di crisi si vede che cosa hai seminato intorno a te.
Se hai saputo costruire un team, una famiglia, una comunità, una rete di relazioni vere e che condividono realmente i tuoi valori e la tua visione, allora non sarai mai solo.
Diversamente se hai seminato vento, arroganza, falsità e opportunismo, questo è esattamente quello che raccoglierai.

Meditiamoci sopra.

 

 

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